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Bistrot Joia di Pietro Leemann

March 6, 2015

 

 

Qualche giorno fa sono stata a mangiare al ristorante Joia di Pietro Leemann (chef stellato) a Milano (Via Panfilo Castaldi, 18).  Il Joia è il primo ristorante europeo vegetariano ad aggiudicarsi una stella Michelin nel 1996.

Da qualche tempo, all’interno del locale c’è un una zona dedicata a bistrot dove potete mangiare piatti semplici e buoni  a prezzi contenuti. La parte adibita a bistrot è arredata in modo essenziale con colori scuri e alcuni motivi orientali.

Il menù a pranzo è composto da alcuni piatti che si possono mangiare singolarmente oppure combinare tra di loro per ottenere un piatto unico.  Io ho scelto il menù da 12 euro composto da un piatto unico (si possono scegliere due piatti), acqua, pane e caffè. Il prezzo è decisamente molto attraente e competitivo

Prima del piatto unico, mi è stata servita un’insalatina con semi di zucca e dressing ( il salad dressing è un condimento per insalata che può essere a base di maionese, yogurt, oppure olio e limone). Le foglie di insalata  erano croccanti e la combinazione con i semi di zucca e il dressing l’hanno fatta diventare molto gustosa. Il dressing era cremoso e con note di senape mentre il croccante dei semi arricchiva questa semplice insalatina verde.

Il piatto unico era composto da insalata russa alternativa, tofu, contorno di verdure e una cremina di lenticchie.

L’insalata russa era fatta da dadini di barbabietole cotte, patate bollite e sedano crudo. Alcune patate erano leggermente sotto di cottura mentre la salsa che avvolgeva il tutto aveva un pizzico in più di sale. Complessivamente era una portata piacevole grazie alla croccantezza del sedano e alla freschezza del finocchietto che era stato cosparso sopra.

Il tofu era preparato in modo semplice, avvolto da una salsa delicata e densa. Sopra il tofu c’era dello zenzero grattugiato fresco. Generalmente preferisco il tofu preparato in modo più saporito, tuttavia lo zenzero fresco lo tirava su e gli dava una note piccantina e piacevolmente fresca.

Sul piatto c’erano anche le carote e la zucca al forno. Le carote erano leggermente croccanti mentre la zucca era morbida al punto giusto, una combinazione perfetta. Il rosmarino regalava loro gusto e sapore, mentre l’erba cipollina fresca avvolgeva e aromatizzava le verdure. L’unica pecca era l’abbondanza di olio; un po meno sarebbe stato meglio, comunque il gusto era ottimo.

Il finocchio bollito e passato alla griglia è stato il mio preferito. L’ho trovato perfetto nella  cottura, nel gusto, nella sapidità e anche visivamente.

Nel piatto c’erano anche due cucchiai di crema di lenticchie. La consistenza era morbida, il gusto soddisfacente anche se avrei preferito una punta di succo di limone al suo interno.

Dopo il piatto unico, ho preso il dolce (4 euro- prezzo onesto). Il dolce era uno strudel con ananas e mele. Era la prima volta che mangiavo uno strudel con l’ananas al suo interno. Ero un po scettica all’inizio, ma quando l’ho assaggiato era positivamente sorpresa; gustativamente predominava l’ananas però le noci, la sfoglia leggermente croccante e la crema pasticcera alla vaniglia  riequilibravano il tutto.  La crema pasticcera alla vaniglia era senza zucchero (cosa probabilmente voluta dato lo zucchero a velo sopra lo strudel che addolciva il tutto). La crema pasticcera era molto profumata grazie alla vaniglia in polvere che sprigionava la sua aroma.

Complessivamente il cibo è stato molto gradito e apprezzato. Considerato il prezzo del menù ritengo che sia un ottimo rapporto qualità/prezzo.  Inoltre gli ingredienti sono biologici e sono gli stessi che vengono utilizzati al ristorante gourmet, perciò il bistrot guadagna tanti punti da questo punto di vista.

All’interno del ristorante c’era anche lo chef Pietro Leemann; una persona estremamente gentile, interessante e accogliente. Ritornerò sicuramente!

 

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